Procedimenti e regimi amministrativi

La natura giuridica della convenzione connessa a un piano di insediamento produttivo

Tar Campania, Salerno, sez. II, 16 marzo 2026, n. 540

Convenzioni fra P.A. e privati – Piano per gli insediamenti produttivi – Natura giuridica

La convenzione connessa a un piano di insediamento produttivo, pur non essendo formalmente qualificabile come urbanistica, ha natura sostanziale di accordo sostitutivo ex art. 11 l. n. 241/1990, in quanto incide sul provvedimento amministrativo cui è collegata.

Silenzio-assenso e inconfigurabilità strutturale e giuridica

Consiglio di Stato, sez. IV, 16 marzo 2026, n. 2179

Procedimento amministrativo – Silenzio assenso – Inconfigurabilità strutturale e giuridica

In tema di silenzio assenso, la sua formazione resta esclusa non solo nei casi di “inconfigurabilità strutturale” dell’istanza, ossia quando la domanda sia priva degli elementi essenziali richiesti dalla legge, ma anche nelle ipotesi di “inconfigurabilità giuridica”, in cui la fattispecie dedotta non è sussumibile nel modello normativo astratto per erronea qualificazione operata dall’istante. Tali ipotesi si distinguono dalle mere irregolarità o non conformità dell’istanza alla legge, le quali non impediscono, di per sé, la formazione del silenzio assenso.

Atti generali e obbligo di provvedere

Consiglio di Stato, sez. IV, 13 marzo 2026, n. 2084

Procedimento amministrativo – Atti generali di pianificazione e controllo – Obbligo di provvedere – Configurabilità – Istanze dei privati – Interpretazione – Principi di buona fede e di conservazione degli atti giuridici – Interesse legittimo differenziato e qualificato

Le istanze dei privati vanno interpretate con riferimento ai canoni di buona fede e conservazione degli atti giuridici di cui agli artt. 1366 e 1367 c.c. secondo buona fede: il cittadino non deve qualificarle giuridicamente, ma la PA deve individuarne correttamente natura e finalità e ricondurle all’istituto applicabile.

L’obbligo di provvedere può configurarsi anche con riferimento ad atti generali, ivi inclusi quelli di pianificazione e programmazione, non essendo la proponibilità del rito avverso il silenzio esclusa né dal carattere generale o regolamentare dell’atto, né dall’ampiezza della discrezionalità amministrativa; la relativa preclusione discende piuttosto dalla difficoltà di individuare, in ragione della destinazione dell’atto a una pluralità indifferenziata e mutevole di destinatari, i requisiti della legittimazione e dell’interesse a ricorrere. Tuttavia, anche rispetto a tali atti, sono configurabili posizioni di interesse legittimo differenziato e qualificato, specie nei procedimenti officiosi aventi ad oggetto attività programmatoria o pianificatoria, dovuta nell’an, ma discrezionale sul quomodo e sul quid.

Farmacie comunali, sedi vacanti e interessi dei terzi

Consiglio di Stato, sez. III, 6 marzo 2026, n. 1827

Farmacie comunali – Sede farmaceutica vacante – Riattivazione – Farmacie limitrofe – Interesse alla conservazione della clientela – Non rilevanza

La riattivazione di una sede farmaceutica, da tempo vacante, non incide su alcuna posizione giuridica dei titolari delle farmacie limitrofe, poiché il mero interesse alla conservazione della clientela costituisce un interesse di fatto, privo di tutela, e non un interesse giuridicamente qualificato derivante dalla pianta organica.

SCIA, potere di autotutela e decorrenza del termine

Tar Veneto, Venezia, sez. II, 3 marzo 2026, n. 508

Procedimento amministrativo – SCIA – Potere di autotutela – Termine – Decorrenza – Effetto estintivo – Natura giuridica – Interruzione e sospensione

Al di fuori delle ipotesi eccezionali, di false rappresentazioni o dichiarazioni, il termine di decadenza per l’esercizio del potere di autotutela è fisso (diciotto, dodici o sei mesi ratione temporis) e decorre dal momento dell’adozione del provvedimento di primo grado o dalla data di presentazione della SCIA (non dalla scoperta dell’illegittimità del provvedimento o dell’assenza dei presupposti per l’esercizio dell’attività segnalata).

In materia di SCIA, la decorrenza del relativo termine determina l’effetto estintivo di tale potere nonché il consolidamento definitivo della situazione soggettiva dell’interessato nei confronti dell’amministrazione, priva di poteri, e dei terzi controinteressati.

II termine rigido di diciotto/dodici/sei mesi previsto, ratione temporis, dall’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio (applicabile anche al provvedimento di rimozione “in autotutela” degli effetti della SCIA ex art. 19, comma 4, della legge n. 241 del 1990) ha natura sostanziale e decadenziale ed è, pertanto, insuscettibile di interruzione e sospensione.

Elezioni, contestazioni e favor voti

Consiglio di Stato, sez. V, 2 febbraio 2026, n. 831

Elezioni amministrative – Principio del favor voti – Nullità del voto – Configurabilità – Segni di riconoscimento – Riesame dello scrutinio – Onere probatorio

In materia elettorale vige il principio del favor voti, per cui il voto deve essere considerato valido ogni volta in cui la volontà dell’elettore risulti univoca e la nullità è configurabile solo quando segni o scritture sulla scheda integrino, in modo non giustificabile altrimenti, un segno di riconoscimento. L’elemento della riconoscibilità va valutato caso per caso, essendo annullabile solo il voto che presenti anomalie non spiegabili con le normali modalità espressive dell’elettore e il ricorrente deve fornire almeno un principio di prova, non essendo ammissibili censure generiche o esplorative volte a ottenere un riesame globale dello scrutinio.

Impianti ambientali e modifiche sostanziali

Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 12 febbraio 2026, n. 163

Ambiente – Modifica sostanziale di un’installazione o di un impianto – Nozione – Effetti su ambiente e salute umana – Accertamento in concreto

La modifica di un’installazione o di un impianto può essere qualificata come sostanziale, se incide sulle caratteristiche o sul funzionamento ovvero sul potenziamento degli stessi e se la stessa dispieghi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.

Il mutamento del profilo di una discarica (senza variazione del volume di rifiuti conferiti), se non obiettivamente trascurabile, è una variazione delle caratteristiche dell’impianto; ai fini dell’attitudine a produrre effetti negativi e significativi sull’ambiente o sulla salute umana, occorre invece un accertamento in concreto.

Elezioni e ammissione illegittima di un candidato

Consiglio di Stato, sez. V, 12 febbraio 2026, n. 1121

Elezioni amministrative comunali – Ammissione illegittima del candidato – Verifica dell’incidenza potenziale – Ambito applicativo – Esclusione del candidato – Effetti

Nel giudizio elettorale, la verifica dell’incidenza potenziale dell’illegittima ammissione di un candidato non può essere limitata ai soli risultati del ballottaggio, ma deve estendersi necessariamente anche all’esito del primo turno. L’esclusione del candidato può incidere anche sulla presentazione delle liste a lui collegate, in ragione dell’inscindibile legame tra candidatura a sindaco e liste collegate.

Procedimenti autorizzatori e commissario straordinario

Consiglio di Stato, sez. IV, 30 gennaio 2026, n. 812

Ambiente – Realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti nel territorio di Roma – Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) – Commissario straordinario per il Giubileo 2025 – Competenza speciale – Eccezionalità

In materia di provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) relativo a impianti per il trattamento dei rifiuti nel territorio di Roma, la competenza del commissario straordinario per il Giubileo 2025 ha natura eccezionale, derogatoria e finalizzata esclusivamente alla realizzazione degli impianti espressamente individuati nel piano di gestione dei rifiuti approvato dallo stesso commissario. Tale competenza speciale deve essere interpretata in senso restrittivo e non esclude né comprime le ordinarie competenze della regione Lazio in ordine ai procedimenti autorizzatori relativi ad altri impianti.

Il danno da ritardo

Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 23 gennaio 2026, n. 267

Procedimento amministrativo – Conclusione – Mero ritardo – Indennizzo – Potere sostitutivo – Istanza di attivazione – Termini – Perentorietà – Danno esistenziale – Criteri di accertamento – Disabilità – Ubi consistamQuantum debeatur

Per ottenere l’indennizzo da mero ritardo nella conclusione del procedimento, che è previsto dal comma 2 dell’art. 2-bis della l. n. 241/1990, l’istante è tenuto ad azionare il potere sostitutivo previsto dall’art. 2, comma 9-bis, della stessa legge, nel termine perentorio di venti giorni dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento, ovvero, nel caso di procedimenti in cui intervengono più Amministrazioni, a presentare istanza all’Amministrazione procedente perché questa la trasmetta tempestivamente al titolare del potere sostitutivo dell’Amministrazione responsabile del ritardo.

Non è corretto procedere all’accertamento del danno esistenziale secondo parametri “di ordine tecnico-scientifico”, focalizzati sul nesso di causalità tra la mancanza degli interventi sanitari/riabilitativi ex art. 14 cit. ed il mancato o ritardato recupero del disabile.

Piuttosto l’ubi consistam di tale danno è il “depauperamento della vita” della persona con disabilità, che l’inerzia della P.A. ha provocato, con particolare riguardo alle sue espressioni sociali e relazionali, non potendo ritenersi idoneo a sopperire a tale mancanza, in quanto comunque frammentario e slegato da una programmazione unitaria e coordinata degli interventi assistenziali a favore del disabile, il supporto fornito autonomamente dai suoi familiari.

Quanto alla stima del quantum debeatur, deve ritenersi che possa procedersi in via equitativa.