Consiglio di Stato, sez. IV, 11 marzo 2026, n. 1989

Occupazione illegittima di terreni privati – Alternatività fra restituzione del bene e acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Meccanismo indennitario-risarcitorio – Risarcimento dei danni per il periodo non coperto da eventuale occupazione legittima

In caso di illegittima occupazione di terreni privati, la pubblica amministrazione non può permanere in una situazione di inerzia rispetto all’illecito permanente determinato dall’occupazione abusiva, ma deve necessariamente scegliere tra la restituzione del bene ai proprietari, previa riduzione in pristino delle opere eventualmente realizzate, ovvero l’attivazione di un legittimo titolo di acquisizione dell’area, mediante il potere di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

In caso di occupazione e trasformazione di un bene immobile privato da parte della pubblica amministrazione in assenza di valido decreto di esproprio o a seguito del suo annullamento, l’occupazione integra un illecito permanente che dà luogo al diritto del proprietario al risarcimento dei danni per il periodo non coperto da eventuale occupazione legittima, corrispondente alla perdita delle utilità ricavabili dal bene sino alla restituzione o all’adozione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n, 327.

In caso di occupazione sine titulo di terreni privati da parte della pubblica amministrazione non è ammissibile postergare l’esame della domanda di risarcimento del danno –  riferito alla  specifica possibilità di esercizio del diritto di godere e  disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, che è andata persa quale conseguenza immediata e diretta della violazione – subordinandola all’eventuale esercizio del  potere di acquisizione sanante, atteso che ciò comporterebbe il riconoscimento di effetti all’occupazione abusiva, in contrasto con l’art. 117 Cost. e con l’art. 1 Prot. add. CEDU.